Come ridurre i chilometri a vuoto con un TMS: strategie pratiche

Ridurre i chilometri a vuoto con un TMS è uno dei modi più diretti per migliorare l’efficienza del trasporto. Ogni chilometro percorso senza carico comporta un consumo di carburante, impegna il veicolo e il tempo dell’autista e genera un costo difficile da trasferire al cliente.

Il problema è che questi chilometri non sono sempre facili da evitare. Una consegna può terminare lontano dal successivo punto di ritiro, potrebbero non esserci carichi compatibili per il viaggio di ritorno oppure vincoli di orario, capacità o disponibilità possono impedire di combinare tragitti che, sulla carta, sembravano semplici da coordinare.

È qui che può essere utile un TMS (Transportation Management System). Lavorando con informazioni relative a ordini, veicoli, capacità, ubicazioni, orari e trasportatori, permette di analizzare più alternative di pianificazione e individuare combinazioni più efficienti di carichi e percorsi.

Perché si generano chilometri a vuoto?

Un veicolo può viaggiare a vuoto per diversi motivi. L’esempio più evidente è il ritorno alla base dopo aver completato una consegna, ma non è l’unico.

I chilometri a vuoto possono verificarsi anche quando un veicolo deve spostarsi fino al successivo punto di ritiro, quando i carichi vengono assegnati singolarmente senza considerare il resto della pianificazione o quando non c’è sufficiente visibilità sugli ordini disponibili.

A questo si aggiungono i vincoli specifici di ogni operazione: finestre temporali dei clienti, capacità dei veicoli, priorità di consegna, disponibilità degli autisti o caratteristiche particolari di determinati ordini.

Per ridurre i chilometri a vuoto è quindi necessario considerare la pianificazione del trasporto nel suo insieme. Un TMS può generare un piano in base agli ordini da eseguire, cercando di minimizzare la distanza percorsa, il numero di percorsi e le risorse necessarie.

1. Combinare meglio carichi, consegne e ritiri

Una delle prime opportunità consiste nell’evitare di pianificare ogni servizio come un’operazione isolata.

Se si conoscono in anticipo le consegne e i ritiri previsti, il TMS può cercare combinazioni compatibili. Un veicolo che termina una consegna può proseguire verso un punto di ritiro nelle vicinanze invece di tornare direttamente al punto di origine.

Per farlo correttamente è necessario considerare anche orari, capacità, tempi di guida e gli altri vincoli dell’operazione.

Cuanta más información pueda analizarse conjuntamente, mayores serán las posibilidades de encontrar alternativas que reduzcan desplazamientos innecesarios.

2. Migliorare il tasso di riempimento dei veicoli

Non tutti i chilometri poco efficienti vengono percorsi con un veicolo completamente vuoto. Anche un basso tasso di riempimento può indicare un margine di miglioramento.

La gestione dei carichi permette di analizzare la capacità disponibile della flotta e cercare una distribuzione più adeguata degli ordini. L’obiettivo è migliorare il tasso di riempimento ed evitare di utilizzare più veicoli o percorsi del necessario.

Questo aspetto è particolarmente importante quando si gestiscono più ordini, carichi parziali o veicoli con capacità differenti.

Una pianificazione che tenga conto di peso, capacità e caratteristiche di ogni carico può individuare combinazioni che sarebbero molto più difficili da identificare manualmente.

3. Pianificare i viaggi di ritorno fin dall’inizio

Il viaggio di ritorno dovrebbe essere considerato già durante la pianificazione, anziché soltanto dopo aver completato la consegna.

È utile valutare cosa potrà fare il veicolo una volta raggiunta la destinazione: se ci sono ritiri nelle vicinanze, altri carichi disponibili o la possibilità di collegare quel servizio a una nuova operazione.

Un TMS permette di gestire più ordini di carico e ritiro all’interno della stessa pianificazione e di analizzarne la compatibilità tenendo conto dei vincoli definiti.

In questo modo è possibile valutare il viaggio completo e non soltanto il tragitto di andata.

4. Assegnare meglio i carichi a ciascun trasportatore

Quando una parte del trasporto viene affidata a fornitori esterni, anche l’assegnazione può influire sui chilometri percorsi.

Disporre nello stesso sistema di informazioni relative a carichi, trasportatori, disponibilità e tariffe facilita l’individuazione dell’assegnazione più adeguata per ogni operazione.

Il TMS permette di gestire tariffe proprie e dei fornitori in base a parametri quali il tipo di carico, la distanza o il trasporto a carico completo o in groupage. Queste informazioni possono essere utilizzate per l’assegnazione automatica dei carichi ai trasportatori.

Inoltre, l’integrazione con piattaforme esterne e borse carichi può ampliare le opzioni disponibili quando la pianificazione esistente non consente di trovare un’alternativa adeguata.

5. Inserire nella pianificazione i vincoli reali dell’operazione

Il percorso più breve non è sempre un percorso realizzabile.

Una proposta può sembrare efficiente in termini di chilometri e non esserlo più quando vengono considerate le finestre temporali dei clienti, i turni, le pause dei trasportatori o le capacità dei veicoli.

Per questo è importante che il TMS possa incorporare i reali vincoli operativi durante la pianificazione.

In questo modo è possibile creare percorsi realmente eseguibili e ridurre la necessità di modifiche successive, spostamenti aggiuntivi o riassegnazioni dei carichi.

6. Ripianificare quando cambia l’operatività

La pianificazione iniziale raramente rimane invariata per tutta la giornata.

Urgenze, nuovi ordini, ritardi o imprevisti possono richiedere la modifica di un percorso. Se questi cambiamenti vengono gestiti singolarmente, è facile aggiungere chilometri non previsti nella pianificazione iniziale.

Disporre di informazioni aggiornate sui percorsi in corso e sulla posizione dei veicoli permette di prendere decisioni con una visione più completa della situazione.

Inoltre, un assistente per la modifica dei percorsi può aiutare a incorporare cambiamenti dell’ultimo minuto mantenendo una visione complessiva della pianificazione.

7. Misurare dove si generano i chilometri a vuoto

Per migliorare un indicatore bisogna prima poterlo misurare.

I dati storici permettono di analizzare quali percorsi, clienti, zone o tipi di servizio generano più spostamenti senza carico. Aiutano inoltre a individuare schemi che possono passare inosservati nella gestione quotidiana.

Quando questa analisi dipende da fogli di calcolo e dal consolidamento manuale dei dati, ottenere una visione affidabile dell’operatività diventa molto più complesso. Nel nostro articolo dedicato al tema spieghiamo quando Excel non è più sufficiente per gestire il trasporto.

Un TMS permette di centralizzare le informazioni relative all’operatività e utilizzare KPI per analizzarne le prestazioni.

Alcuni indicatori utili per questo obiettivo sono:

  • chilometri totali percorsi;
  • chilometri a vuoto;
  • percentuale di chilometri a vuoto sul totale;
  • tasso medio di riempimento dei veicoli;
  • numero di percorsi effettuati;
  • distanza media per percorso;
  • costo per chilometro o per servizio.

Il monitoraggio periodico permette di verificare se le misure adottate stanno funzionando e di individuare nuove opportunità di ottimizzazione.

Estrategias para reducir kilómetros en vacío con un TMS

Situazione

Come può aiutare il TMS

Risultato atteso

Viaggi di ritorno a vuoto

Combinare le consegne con nuovi ritiri

Ridurre gli spostamenti di ritorno a vuoto

Veicoli con un basso tasso di riempimento

Ottimizzare l’assegnazione degli ordini in base alla capacità

Migliorare il tasso di riempimento

Ordini pianificati separatamente

Analizzare insieme carichi e ritiri

Creare percorsi più efficienti

Assegnazioni poco efficienti

Considerare disponibilità, tariffe e caratteristiche del trasporto

Migliorare l’assegnazione dei carichi

Numerosi vincoli operativi

Incorporarli direttamente nell’algoritmo di pianificazione

Evitare percorsi non realizzabili e successive modifiche

Cambiamenti durante la giornata

Modificare e adattare i percorsi con informazioni aggiornate

Limitare i chilometri aggiuntivi

Scarsa visibilità sulle prestazioni

Analizzare KPI e dati storici

Individuare schemi e opportunità di miglioramento

Anche la qualità dei dati è importante

Un TMS può analizzare numerose alternative, ma per farlo ha bisogno di informazioni affidabili.

Indirizzi errati, capacità dei veicoli non aggiornate, orari incompleti o ordini con informazioni insufficienti condizionano qualsiasi processo di pianificazione automatica.

Prima di definire obiettivi ambiziosi per ridurre i chilometri a vuoto, è quindi opportuno verificare la qualità dei dati anagrafici e assicurarsi che le informazioni necessarie alla pianificazione arrivino al sistema in modo strutturato.

L’integrazione con altri sistemi, come l’ERP, aiuta inoltre a evitare duplicazioni e permette di incorporare automaticamente ordini e ordini di carico nella pianificazione.

Meno chilometri a vuoto, migliore utilizzo delle risorse

Ridurre i chilometri a vuoto ha un impatto diretto sull’utilizzo dei veicoli, sul consumo di carburante, sul tempo degli autisti e sui costi di trasporto. Permette inoltre di sfruttare meglio la capacità disponibile senza dover aumentare la flotta.

Un TMS può intervenire su diversi aspetti: ottimizzazione dei carichi, pianificazione automatica, gestione dei vincoli, assegnazione dei trasportatori, monitoraggio dei percorsi e analisi dei KPI.

Disporre di informazioni affidabili sull’intera operatività permette di valutare ogni spostamento all’interno della pianificazione complessiva, comprese le possibilità disponibili per il veicolo una volta completata una consegna.

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